La nostra Associazione ha una sede!!

Finalmente abbiamo una sede.. un amico aveva questo fondo inutilizzato e ce lo ha concesso gratuitamente.. è solo un piccolo spazio naturalmente, ma lo abbiamo sistemato e arredato col “cuore”, ora è luminoso e confortevole. Ci servirà per tenere ordinatamente tutti i documenti e le varie cose dell’Associazione che via via si accumulano.. Ci servirà per lavorare meglio, ci farebbe piacere incontrare chi di voi ha iniziative o progetti, per far si che l’Associazione diventi sempre più uno strumento importante nella lotta alla morte improvvisa. La sede spesso è chiusa (anche se  talvolta ci vanno i ragazzi a studiare e a prepararsi per gli esami), ma non esitate a contattarci, troveremo sempre il tempo per incontrarvi.

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LE NOCI DEL CUORE

Nonostante le giornate nuvolose, in tanti hanno partecipato a questa iniziativa e hanno raccolto il nostro invito a effettuare l’elettrocardiogramma e il controllo della pressione.. Il vostro contributo sarà prezioso per aiutare la ricerca scientifica e per i ragazzi di Una Casa a Caldine.

Clicca sulla locandina per vedere le foto

Sabato 6 Novembre  dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18

e Domenica 7 Novembre dalle 9 alle 12

a Caldine – piazza dei Mezzadri

i volontari dell’Associazione NICCOTESTINI e della Fratellanza Popolare Valle del Mugnone offriranno un sacchetto di noci da 400 gr. in cambio di un contributo minimo di € 5,00.

Chi partecipa all’iniziativa, se lo desidera, potrà effettuare un elettrocardiogramma e il controllo dei valori della pressione arteriosa, oltre a ricevere informazioni sulle corrette abitudini alimentari e motorie per mantenere in forma il nostro cuore.

Metà del ricavato dell’iniziativa andrà al Fondo PRICARD per la ricerca scientifica sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, l’altra metà sarà devoluta alla Fratellanza di Caldine a sostegno delle opere di volontariato che svolge con passione.

Grazie a tutti quelli che vorranno partecipare.

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Grazie al GRUPPO AMATORI GRASSINA

Un ringraziamento ai calciatori Amatori Grassina CDP 31 per aver voluto indossare le maglie della nostra Associazione nel triangolare disputato il giorno del Patrono di Grassina.

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Consegnato il primo defibrillatore!!

Grazie al contributo di tutti i partecipanti al concerto di Luca Lastilla, sabato 16 Ottobre abbiamo consegnato alla Fratellanza Popolare Valle del Mugnone un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e un simulatore necessario durante i corsi per formare altri operatori. Già domenica prossima il DAE sarà a bordo dell’ambulanza che presterà servizio durante la partita allo stadio di Firenze. A partire da Gennaio 2011 la Fratellanza Popolare Valle del Mugnone assicurerà la disponibilità di un’ambulanza con  DAE a bordo 24h su 24h.

Abbiamo raggiunto un piccolo obiettivo, ma tutti insieme riusciremo a conquistarne molti altri.. Grazie ancora a tutti!

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Le foto del Concerto di Luca Lastilla

Anche stavolta non possiamo che ringraziarvi del vostro affetto e della vostra calorosa partecipazione.. la serata è stata bellissima, ma soprattutto, grazie a voi,  abbiamo raggiunto l’obiettivo di poter donare un DEFIBRILLATORE ai volontari della Fratellanza Popolare Valle del Mugnone. L’uso di questo apparecchio è l’unico modo (se usato con tempestività) di dare una possibilità di salvezza a chi è colpito da arresto cardiaco. Per questo ci battiamo per la sua diffusione, più defibrillatori ci saranno e più vite saranno salvate.

Un ringraziamento particolare a:

Luca Lastilla e i suoi Musicisti
Alessia Calafiore
Il coro Voci Bianche dei Colli Fiorentini
Alessandro e Leo Giuntoli
Silvia Palandri
Matteo Tirinnanzi
Stefano Nencioni
Enzo Mosna
Diego Sorelli
Marco Sestini
Tessa Sorelli
Carolina Sestini
Marco e Giorgio (Caldine Soccorso)
Gli amici di Nicco che sono sempre pronti a dare una mano.
Un GRAZIE SPECIALE va alla mia Famiglia che come sempre si fa in quattro per aiutarci
(senza di loro nulla sarebbe possibile)
Fate click sulle immagini per vedere tutte le foto

foto concerto 1
foto concerto 2
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LUCA LASTILLA E LA SUA BAND IN CONCERTO

Un nuovo evento dell’Associazione.. SABATO 25 SETTEMBRE dalle ore 21, un concerto di Luca Lastilla al Teatro Nuovo Sentiero in via delle Panche 36  a Firenze.. il ricavato della serata servirà all’acquisto di un defibrillatore da destinare alla Fratellanza Popolare Valle del Mugnone in modo che tutti i Volontari che hanno ottenuto l’abilitazione, in caso di necessità possano salvare una vita..

La serata sarà presentata da Alessandro e Leo Giuntoli, voci di Radio Diffusione Pistoia, parteciperanno  il Coro di Voci Bianche dei Colli Fiorentini e la giovanissima Alessia Calafiore.

L’ingresso è a offerta libera (confidiamo nella vostra generosità).. Durante la serata ci sarà una proiezione dei Corsi di Rianimazione con Defibrillatore (BLS-D)  presentata dai Volontari della Fratellanza Popolare Valle del Mugnone. L’azienda C.S. Gisinti Paolo  sarà presente con un defibrillatore semiautomatico della Laerdal e ci illustrerà il suo funzionamento.

Al termine del concerto, nel portico troverete un buffet, con un piccolo contributo  potrete gustare una selezione di ottimi dolci  che la PASTICCERIA MARISA ha preparato per noi (anche questo incasso servirà all’acquisto del defibrillatore).

Sappiamo che anche stavolta non ci deluderete, vi aspettiamo..

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Storia della Defibrillazione Cardiaca

Le basi della stimolazione elettrica del cuore sono fatte risalire a Luigi Galvani che con
i suoi esperimenti aveva appena scoperto la corrente continua. Seguendo le sue orme il
nipote Giovanni Aldini nel 1794 effettuò un esperimento: inumidì con acqua salata le
orecchie della testa di un soggetto appena decapitato e le collegò con due fili metallici,
uno all’estremo superiore di una “pila pensile” di sua invenzione, l’altro con la base;
improvvisamente tutti i muscoli di quella testa cominciarono a muoversi. L’idea che gli
balenò fu che con quel metodo sarebbe stato possibile “far rivivere un morto”. Aldini
condusse allora una serie di esperimenti su cani e gatti affogati, inserendo un elettrodo
nell’ano e uno nella glottide o sull’orecchio e sulla lingua. Incoraggiato dalla positività di
tali esperimenti, decise di provare ad applicare gli elettrodi direttamente sul miocardio di
un decapitato, ma il risultato fu negativo e così per un po’ interruppe ogni ulteriore
esperimento.
Tentativi analoghi furono ripresi successivamente dall’austriaco J.P.Franck, dal
tedesco K.Sprengel e dall’italiano A.N. Vassalli il quale, avendo ottenuto contrazioni
cardiache con il passaggio di una corrente galvanica da un elettrodo applicato sulla
superficie del cuore ad un altro applicato in corrispondenza del bulbo, giunse alla
conclusione che “con l’ausilio dell’elettricità si possono ottenere effetti portentosi
liberando dalla tomba persone che per un caso accidentale presentano sospese le
funzioni vitali”.
Conferma definitiva della metodica si ebbe con V. Zadba, dell’Università di Praga, che
su 51 interventi eseguiti con il metodo della stimolazione elettrica su persone “decedute”
per asfissia, ne resuscitò ben 31. Galvanodesmo fu chiamato il primo apparecchio di
rianimazione inventato verso la fine del ‘700 da C. von Struve, che consigliava di
posizionare un elettrodo nell’intestino retto e l’altro o in laringe o nel naso, concludendo
che “l’insensibilità alla elettricità è da ritenersi segno patognomonico di completo
esaurimento della forza vitale”.
Un ulteriore passo avanti fu compiuto nel 1806 da G. Tortosa che su invito dell’Ufficio
di Sanità del Dipartimento del Bacchiglione compilò un “Promemoria a servire di pubblica
istruzione sopra i soccorsi da prestarsi agli annegati”. Il Tortosa conclude il rapporto
affermando che “il galvanismo è un mezzo energetico per rianimare questi soggetti, e che
la corrente va applicata direttamente sul torace facendole assumere andamento
trasversale: dalla clavicola destra alla regione dell’ictus cardiaco”.
Nel 1857 H. von Ziemssen condusse una serie di esperimenti al termine dei quali
decretò che il metodo migliore per riattivare un cuore in arresto era quello di infiggere
direttamente nel cuore elettrodi ad ago di acciaio, attraverso i quali far passare una
corrente di almeno 50 elementi. E con questo metodo l’americano W.W. Hayle riuscì a
rianimare un soggetto in arresto cardiaco stimolando direttamente il “fascio di His”. Nel
ventennio successivo che si mise in evidenza il valore della stimolazione elettrica del
cuore non solo come mezzo di rianimazione, specie durante gli arresti dell’attivit�
cardiaca nel corso di interventi chirurgici, ma anche dell’effetto defibrillante della corrente
continua o alternata in caso di fibrillazione ventricolare.
Il concetto che si potesse defibrillare il cuore nasce alla fine del secolo scorso, nel
1899, dalla osservazione di Prevost e Battelli che scariche elettriche a corrente diretta o
alternata applicate direttamente sulla superficie del cuore di cani erano in grado di
interrompere una fibrillazione ventricolare. Il lavoro di Prevost e Battelli fu lungamente
ignorato e solo dopo molti anni si arrivò ad un utilizzo clinico della metodica. Così negli
anni ’30 i ricercatori della Rockfeller Fundation stabilirono che i migliori effetti della
defibrillazione si ottenevano adoperando una scarica di 50/60 periodi al secondo di 200-
250 volts sulla superficie del torace, o di 75 volts a torace aperto, mantenendo chiuso il
circuito per 50 millesimi di secondo. Così nel 1947 Beck e coll. descrissero la prima
fibrillazione ventricolare nell’uomo interrotta dallo shock elettrico, aprendo la strada allo
sviluppo dei defibrillatori a torace aperto.
Tuttavia questa tecnica implicava l’immediata esecuzione di una toracotomia che, in
assenza di rianimazione cardio-polmonare, richiedeva virtualmente che la fibrillazione
ventricolare avvenisse in sala operatoria, o almeno in ospedale, in modo da poter essere
interrotta sufficientemente in fretta ai fini della sopravvivenza del paziente. Curiosamente
l’impeto per la defibrillazione transtoracica nacque in gran parte dalle compagnie
elettriche e teleferiche, i cui dipendenti morivano nel corso del loro lavoro per
elettrocuzione.
Nel 1957 Zoll e coll. descrissero la prima defibrillazione transtoracica per mezzo di
corrente alternata nell’uomo, anche se taluni riportano una notizia, non confermata, di un
primo uso clinico della defibrillazione in Russia, già nel 1952.
Nel 1962 Lown introdusse nella pratica clinica la defibrillazione transtoracica a
corrente diretta e sincronizzata. Con l’avvento della rianimazione cardiopolmonare e delle
unità coronariche apparve sempre più chiaro che la fibrillazione ventricolare è una causa
maggiore di morte cardiaca improvvisa e che la mortalità dell’infarto miocardico acuto
poteva essere drasticamente ridotta con la defibrillazione cardiaca.

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Un defibrillatore alla piscina Costoli

Finalmente su un quotidiano troviamo una buona notizia.. Grazie anche da parte nostra all’azienda Laerdal..

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Le foto dell’evento PROGETTO PER LA VITA – 10 luglio 2010

Clicca sul cuore per vedere le foto..

Un GRAZIE particolare a:

Diego – Tessa e Andrea – Tommaso e Lisanna – Valentina e Manuele –

Lorenzo e Susanna – Enzo – Leonardo e Elisa – Antonella e Simone –

Daniela e Roberto – Mara e Giampiero – Ivano e Lucia – Giuliano e Franca –

Andrea M. – Francesco – Elsa e Silvano – Giuliana – Andrea P. – Antonio e Rosanna.

E grazie di cuore a tutti voi , 300 persone che ci hanno sostenuto, ci hanno dato il loro affetto e la loro partecipazione.. vi siamo grati di aiutarci in questo “PROGETTO PER LA VITA” !

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Evento “PROGETTO PER LA VITA”

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I progetti ci sono..

“Firenze ci sta a cuore”

Corsi di rianimazione a scuola

Il progetto, presentato in Palazzo Vecchio, ha l’obiettivo di insegnare la rianimazione di base agli studenti fiorentini.

Firenze, 31 marzo 2010 – Il progetto “Firenze ci sta a cuore” parte con l’obiettivo di insegnare la rianimazione di base agli studenti fiorentini. È stato presentato questa mattina in Palazzo Vecchio dagli assessori all’educazione Rosa Maria Di Giorgi e alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi, ed erano presenti anche Alberto Locchi (nella foto), consigliere comunale Pdl e ideatore del progetto, e il capogruppo del Pdl Giovanni Galli.

Attualmente si stima che in Italia soltanto il 5 per cento della popolazione sia in grado di fare una pronta e corretta diagnosi assistendo ad una perdita di coscienza e – in caso di arresto cardiorespiratorio -  supportare il paziente con manovre di rianimazione di base atte a dare il minimo apporto di ossigeno al cervello, in attesa dell’arrivo di un mezzo di soccorso adeguato.

Locchi ha spiegato che “in tutti i paesi civilizzati, per primi Usa, Gran Bretagna, Germania, Francia, Giappone, i corsi di BLS (Basic Life Support) sono materia scolastica e sono tenuti annualmente, con un programma preciso, scrupoloso e con esame finale. In Italia, invece, non è mai stato fatto niente del genere: ci sono soltanto esperienze sporadiche e disomogenee di corsi realizzati nelle scuole da alcune associazioni di volontariato. Questo progetto punta proprio a colmare questa lacuna e, se la sperimentazione riscuote il successo che speriamo, l’esperienza fiorentina potrebbe essere il battistrada per esperienze simili in altre città italiane”.

Mentre, l’assessore Saccarrdi ha commentato che “l’idea del consigliere Locchi di un corso strutturato di rianimazione nelle scuole ci è immediatamente sembrata interessante non soltanto per la valenza concreta dell’iniziativa, ovvero insegnare come intervenire in modo appropriato in caso di malore, ma anche per il valore sociale. È infatti una occasione per avvicinare i giovani al mondo del volontariato, far toccare loro con mano questa esperienza di altruismo e solidarietà così radicato nella nostra città“.

Da parte sua, l’assessore Di Giorgi ha aggiunto che “l’obiettivo di questo progetto, diffondere le nozioni di rianimazione tra i giovani, è particolarmente importante e per questo lo abbiamo promosso nelle scuole: queste rappresentano infatti uno straordinario veicolo per la trasmissione di valori arrivando a coinvolgere non soltanto i ragazzi ma anche le famiglie”.

Il progetto mira in concreto a organizzare un corso permanente e strutturato di BLS per gli studenti delle scuole superiori e, in particolare, per quelli del penultimo anno, con la collaborazione delle associazioni di volontariato (Misericordie, Pubbliche Assistenze e Croce Rossa).

Al tempo stesso vuole anche mettere in contatto gli studenti con il modo del volontariato in modo da accendere il loro interesse nei confronti di questa realtà unica del nostro territorio. Dal punto di vista operativo i corsi saranno tenuti da formatori volontari aderenti alle associazioni, articolati in tre lezioni da due ore ciascuna (la prima su cenni di anatomia e spiegazioni delle manovre, la seconda di esercitazioni al manichino, la terza dedicata all’esame teorico e pratico).

Il superamento della prova finale si tradurrà nell’acquisizione di crediti formativi. Agli studenti, una volta terminato il corso, verranno consegnati opuscoli sulla rianimazione semplici, efficaci e chiari, con allegata una pergamena e una tessera, con un numero di riconoscimento, che attesti l’avvenuto superamento del corso. Al termine dei corsi verrà inoltre organizzata una esercitazione-competizione interscolastica tra le squadre.

Ai presidi dei 38 istituti superiori fiorentini potenzialmente interessati è stata spedita una lettera a firma degli assessori comunali Saccardi e Di Giorgi e dell’assessore provinciale alla pubblica istruzione Giovanni Di Fede con cui, dopo una breve illustrazione del progetto, si chiede di aderire all’iniziativa che prenderà il via il prossimo anno scolastico. E stanno già arrivando le richieste di informazioni, premesse per le adesioni vere e proprie che, secondo l’assessore Di Giorgi, “sicuramente non mancheranno”.

Fonte: http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2010/03/31/312246-firenze_cuore.shtml

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Congresso Nazionale IRC 2010

Morte cardiaca improvvisa – La burocrazia frena i soccorsi

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La cultura dell’emergenza a Bologna..

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La deliberazione del 2002 della Regione Toscana

Bollettino Ufficiale della Regione Toscana


Giunta Regionale – Deliberazione n. 000762 del 22/07/2002 (Boll. n 33 del 14/08/2002, parte Seconda, SEZIONE I)

REGIONE TOSCANA – Approvazione dei criteri attuativi, nell`ambito del sistema di emergenza-urgenza, della Legge 3 aprile 2001, n. 120 “Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero”.


LA GIUNTA REGIONALE

Visto che la L. 3 aprile 2001, n. 120, “Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero”, stabilisce, al comma 1 dell`Art.1, che l`utilizzo dei medesimi in sede extraospedaliera sia consentito anche al personale sanitario non medico ed al personale non sanitario appositamente formato nella rianimazione cardio-polmonare;

Visto che al comma 2 del medesimo articolo la Legge suddetta prescrive che le modalita` attuative siano determinate dalle Regioni nell`ambito del sistema di emergenza 118, laddove presente;

Visto che nella Regione Toscana e` operante il sistema per l`emergenza-urgenza, coordinato dalle Centrali Operative 118;

Vista la necessita` di definire i criteri generali di riferimento, ai quali si dovranno attenere le Aziende UU.SS.LL. , nell`ambito del sistema di emergenza 118 competente per territorio, per consentire l`utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero da parte dei soggetti appositamente formati;

Preso atto del giudizio positivo del Coordinamento dei Direttori delle C.O. 118 sui progetti di formazione elaborati dal gruppo di lavoro ristretto allo scopo incaricato;

Preso atto del parere favorevole espresso dal Coordinamento dei Direttori Generali delle Aziende UU.SS.LL. su criteri e programmi;

Acquisita la disponibilita` degli Organismi Federativi di A.N.P.A.S. e Misericordie relativamente ai soccorritori delle Associazioni che fanno parte delle loro organizzazioni;

Ritenuto che l`utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero possa essere consentito ad esecutori laici individuati presso ciascuna Azienda U.S.L. fra coloro che per specifiche opportunita` possano utilmente prestare soccorso a persone che improvvisamente necessitino di defibrillazione precoce, previo apposito addestramento formativo, che sara`costituito dai programmi di cui agli Allegati A e B della presente Deliberazione;

Ritenuto che si possa inoltre ricorrere ad esecutori laici che abbiano effettuato un addestramento formativo specifico a cura di Enti Pubblici, Societa` Scientifiche, Soggetti Istituzionali ed Associazioni, basato su programmi qualitativamente e quantitativamente non inferiori per contenuti, numero di ore e modalita` di retraining a quelli previsti nei suddetti Allegati A e B;

A voti unanimi

DELIBERA

Le Aziende UU.SS.LL., mediante le singole C.O. 118, predispongono annualmente il piano di programmazione territoriale nell`ambito del sistema di emergenza 118, con i riferimenti necessari in merito alla collocazione ed all`utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in sede extra-ospedaliera da parte di personale sanitario non medico e di personale non sanitario appositamente formato nella rianimazione cardio-polmonare, nel rispetto dei seguenti criteri:

1) le strutture od organismi che intendono dotarsi di defibrillatori semiautomatici devono presentare espressa richiesta all`Azienda U.S.L. competente per territorio per ottenere il consenso all`utilizzo da parte del personale sopra descritto;

2) le strutture od organismi che acquisiscono il consenso potranno dotarsi dei defibrillatori semiautomatici, con l`obbligo di accertarne la conformita` alle norme e la funzionalita` e di provvedere alla manutenzione e revisione periodica;

3) le Aziende UU.SS.LL., mediante le C.O. 118, organizzano la formazione del personale secondo i programmi previsti negli Allegati A e B della presente Deliberazione, della quale sono parte integrante e precisamente: modalita` e programmi di cui all`allegato A, per la generalita` dei soggetti e modalita` e programmi di cui all`Allegato B, per i soccorritori delle Associazioni di Volontariato;

4) le Aziende UU.SS.LL., mediante le C.O. 118, definiscono i protocolli per tutte le procedure correlate al corretto uso dei defibrillatori semiautomatici da parte del personale appositamente formato, per il quale dovra` essere effettuato il retraining, con cadenza almeno biennale; Le Aziende UU.SS.LL. consentono, alle strutture od agli organismi che ne abbiano fatta espressa richiesta, l`utilizzo dei defibrillatori semiautomatici, nell`ambito del sistema di emergenza, sulla base del parere favorevole della C.O. 118. L`utilizzo e` consentito per un periodo di dodici mesi, tacitamente prorogato tranne esplicita comunicazione in senso contrario, indicando chi e` il soggetto titolare per l`utilizzo e per i compiti prescritti al punto 2) di cui sopra. Nel caso di parere negativo della C.O. 118 l`Azienda U.S.L. vieta al soggetto interessato l`utilizzo dei defibrillatori semiautomatici; una nuova richiesta potra` essere esaminata solo in occasione della programmazione annuale successiva.

Le Aziende UU.SS.LL. possono inoltre consentire l`utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero anche ai soggetti con l`addestramento formativo specifico di cui all`ultimo punto in premessa, previo parere favorevole della C.O. 118 sulla richiesta dell`organismo appartenenza, riferita ai soggetti operanti nell`ambito territoriale di competenza Aziendale.

Il presente provvedimento – soggetto a pubblicita` ai sensi dell`art.41, comma 1 lett. B, della L.R. 9/95 – e` pubblicato per intero sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi dell`art.3, comma uno della L.R. 18/96.

Segreteria della Giunta

Il Coordinatore

Valerio Pelini

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Linee guida per il rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI
E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

ACCORDO 27 febbraio 2003

Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sul documento recante: “Linee-guida per il rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici”.

(Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26/3/2003)
LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Visti gli articoli 2, comma 2, lettera b) e 4, comma 1 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che affidano a questa Conferenza il compito di promuovere e sancire accordi tra Governo e regioni, in attuazione del principio di leale collaborazione, al fine di coordinare l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere attivita’ di interesse comune;

Vista la legge 3 aprile 2001, n. 120, che ha previsto, all’art. 1, che l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera venga consentito anche al personale sanitario non medico, nonche’ al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attivita’ di rianimazione cardio-polmonare;

Visto il comma 2 del suddetto art. 1, che affida alle regioni la disciplina del rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori al personale individuato nel comma 1 dello stesso articolo e dispone che tale autorizzazione e’ rilasciata da parte delle aziende sanitarie locali o delle aziende ospedaliere, nell’ambito del sistema di emergenza 118 competente per territorio o, laddove quest’ultimo non sia ancora attivato, sotto la responsabilita’ della medesima azienda di competenza, sulla base di criteri indicati da specifiche linee guida da adottarsi con decreto del Ministro della sanita’;

Considerato che, in attuazione del predetto art. 1, comma 2, il Ministero della salute ha predisposto uno schema di decreto e rilevato che, a seguito delle modifiche intervenute al Titolo V della Costituzione, il provvedimento in questione va adottato nella forma di accordo da sancire in Conferenza Stato-regioni;

Vista la proposta di accordo trasmessa dal Ministero della salute con nota del 3 febbraio 2003, prot. n. 100.1/2493-G/567;

Considerato che, in sede tecnica il 20 febbraio 2003, sono state concordate alcune modifiche al testo dell’accordo in questione e che il Ministero della salute, con nota prot. n. 100/SCPS/2.2467 del 25 febbraio 2003, ha trasmesso il testo della proposta di accordo nella stesura definitiva con le modifiche convenute nella riunione tecnica;
Considerato che, nel corso dell’odierna seduta di questa Conferenza, i presidenti delle regioni hanno confermato l’avviso favorevole sulla proposta di accordo;

Acquisito l’assenso del Governo, delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell’art. 4, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Sancisce l’accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nei termini sottoindicati:

Considerato che: l’introduzione del defibrillatore semiautomatico nella realta’ extraospedaliera si integra in una filosofia di sviluppo e valorizzazione della catena della sopravvivenza anche da parte del personale non medico.

Tenuto conto che: la defibrillazione precoce rappresenta il sistema piu’ efficace per garantire le maggiori percentuali di sopravvivenza in caso di arresto cardiocircolatorio provocato da fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare senza polso;

Il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano convengono sul seguente documento recante:

“Linee-guida per il rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo extraospedallero dei defibriliatori semiautomatici”.
1. Premessa.
Il defibrillatore semiautomatico e’ un dispositivo medico che puo’ essere utilizzato, sia in strutture sanitarie, sia in qualunque altro tipo di strutture, fisse o mobili, stabili o temporanee. L’affidabilita’ di tali apparecchiature (sia per specificita’ che per sensibilita), dove e’ automatico il solo riconoscimento della tipologia della aritmia ed il comando avviene per mano dell’operatore, deve consentire l’uso da parte di soggetti di cui all’art. 1, comma 1 della legge 3 aprile 2001, n. 120 e permette di effettuare le seguenti operazioni:

l’analisi automatica dell’attivita’ elettrica del cuore d’una persona vittima di un arresto cardiocircolatorio al fine di interrompere una fibrillazione o tachicardia ventricolare; il caricamento automatico dell’apparecchio quando l’analisi sopradescritta e’ positiva al fine di giungere a ripristinare un ritmo cardiaco efficace, attraverso una sequenza di shock elettrici esterni transtoracici, d’intensita’ appropriata, separati da intervalli di analisi.

Gli intervalli di tempo, che devono separare gli shock, in caso di shock ripetuti, in accordo con le linee guida internazionali, sono programmati negli apparecchi e non sono accessibili agli utilizzatori non medici;
la registrazione dei tratti elettrocardiografici realizzati e dei dati di utilizzazione dell’apparecchio.

2. Criteri per l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico
Nel rispetto della programmazione sanitaria delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e di quanto previsto dall’art. 1, comma 2 della legge 3 aprile 2001, n. 120, vengono individuati i seguenti criteri:

a) accertamento della conformita’ alle norme in vigore, della funzionalita’, della manutenzione e revisione periodica del defibrillatore semiautomatico da parte delle strutture che se ne dotano;

b) possesso, da parte di tutto il personale sanitario non medico, nonche’ del personale non sanitario, che utilizza il defibrillatore semiautomatico, di idonea formazione validata e sistematicamente verificata:

b1) la formazione ha l’obiettivo di permettere il funzionamento, in tutta sicurezza, del defibrillatore semiautomatico, per assicurare l’intervento sulle persone vittime di un arresto cardiocircolatorio. L’operatore che somministra lo shock elettrico con il defibrillatore semiautomatico e’ responsabile, non della corretta indicazione di somministrazione dello shock che e’ determinato dall’apparecchio, ma della esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza per lo stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente;

b2) i programmi di formazione ed aggiornamento e verifica, nonche’ l’accreditamento dei formatori e la relativa certificazione, sono definiti dalle regioni e dalle province autonome, sentiti i comitati tecnici regionali per l’emergenza;

b3) la formazione, il cui programma e’ specificato successivamente, deve essere dispensata, sotto la responsabilita’ di un medico, da istruttori qualificati;

b4) i candidati, prima di conseguire l’attestato di formazione all’uso del defibrillatore semiautomatico devono sottoporsi ad una prova pratica (e, se necessario, anche teorica) che ne valuti la preparazione su:

a) il riconoscimento di un arresto cardio circolatorio;

b) la messa in arto dei metodi di rianimazione di base (in accordo con le linee guida internazionali) in relazione agli ambiti di utilizzo;

c) il ricorso al defibrillatore semiautomatico per l’analisi dell’attivita’ elettrica cardiaca;

d) l’applicazione, in sicurezza, di una sequenza di scariche di defibrillazione;

e) la presenza di anomalie di funzionamento dell’apparecchio.

A seguito del superamento della prova viene rilasciata, ad ogni candidato che ha frequentato il corso, da parte dal centro di formazione, un’attestazione di formazione all’uso del defibrillatore semiautomatico.

b5) La formazione iniziale deve, prevedere:

1) la conoscenza dei metodi di rianimazione cardio polmonare di base (in accordo con le linee guida internazionali);

2) una parte teorica avente ad oggetto: finalita’ della defibrillazione precoce, elementi fondamentali di funzionalita’ cardiaca, pericoli e precauzioni per i pazienti e per il personale, presentazione e descrizione dell’apparecchio, alimentazione, uso e manutenzione, modalita’ di messa in opera e dimostrazione da parte del formatore;

3) una parte pratica relativa a: messa in opera sul manichino della sequenza di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione semiautomatica, raccolta dei dati registrati e analisi dell’intervento.

c) Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, attraverso le aziende sanitarie locali od ospedaliere, sedi di 118 o territorialmente competenti, effettuano la verifica ed il controllo di qualita’ delle prestazioni, anche mediante l’istituzione di un apposito registro epidemiologico. Il soggetto autorizzato e’ tenuto a comunicare immediatamente, secondo modalita’ indicate dalle regioni e province autonome, l’utilizzo del debifrillatore semiautomatico, al fine di garantire la catena della sopravvivenza.

d) L’autorizzazione all’uso del defibrillatore semiautomatico, in sede extra ospedaliera, e’ nominativa ed ha la durata di dodici mesi. Il rinnovo di autorizzazione all’uso del defibrillatore semiautomatico e’ accordato, ogni dodici mesi, previa verifica della permanenza dei criteri autorizzativi.

e) Presso le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere e’ depositato l’elenco dei defibrillatori semiautomatici con la specifica del modello e della sede ove sono disponibili, nonche’ l’elenco delle persone che lo possono utilizzare.

Roma, 27 febbraio 2003

Il presidente: La Loggia
Il segretario: Carpino

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Abbiamo aderito al Coordinamento Nazionale Associazioni del cuore..

 
Presidente
Ass. NICCOTESTINI
Via Mercadante 12
50144 FIRENZE FI
Oggetto: riscontro adesione CONACUORE
Gentilissima Signora Masini,
con la presente, che vale anche quale debita ricevuta, accusiamo ricevimento Vs. adesione CONACUORE con relativa copia dell’ordine di bonifico bancario per Euro 100 (cento) pervenuta in data 26 maggio 2010. Siamo oltremodo lieti di questa Vostra decisione che contribuisce a rafforzare la complessiva forza del nostro Coordinamento Nazionale.

Uniti si vince!

Ovviamente la deliberazione sarà comunicata al Consiglio Direttivo Nazionale.  Riceverete, da ora in avanti, il nostro periodico “InFormaCuore” per le notizie su quanto da noi compiuto.
Vi giunga gradito il benvenuto unitamente ai più cordiali saluti.

A Modena, il 26 maggio 2010
Il Presidente Prof. Giovanni Spinella
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SESSANTAMILA VITE DA SALVARE

Sessantamilavitedasalvare è un’iniziativa avviata da Mirco Jurinovich, soccorritore della Croce Rossa Italiana‐ Comitato di Legnano, in servizio da oltre vent’anni sulle ambulanze impiegate quotidianamente nel soccorso di cittadini.

Mirco è impegnato nella battaglia contro l’arresto cardiaco improvviso e per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici sul territorio da 10 anni, da quando, nel novembre del 2001, un giovane studente dell’Istituto tecnico “Bernocchi” di Legnano si accasciò sul pavimento della palestra senza più dare segni di vita: il suo cuore si era improvvisamente e inaspettatamente fermato per sempre. Nonostante l’immediato intervento dell’ambulanza e il veloce trasporto in ospedale, per Marco non ci fu nulla da fare, ma probabilmente sarebbe stata sufficiente la presenza di un defibrillatore sull’ambulanza che lo soccorse per salvarlo.

Da allora è impegnato in una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di sollecito verso le forze politiche per un’imminente accelerazione dei progetti di riforma in materia di defibrillazione. Ogni anno, infatti, le vittime in Europa per arresto cardiaco improvviso sono 350.000 e 60.000 solo in Italia, 1 ogni 1.000 abitanti, 1 ogni 9 minuti. Molte di loro sono giovani, non hanno mai manifestato sintomi di malattia in precedenza e hanno davanti a loro una lunga aspettativa di vita. La letteratura medica e le esperienze di altri Paesi ci dicono inequivocabilmente che moltissime di queste vite potrebbero essere salvate intervenendo entro 5 minuti con un defibrillatore semi‐automatico ma l’attuale organizzazione dei sistemi di emergenza sanitaria, il costante aumento del traffico e la distanza dai luoghi d’intervento spesso non consentono ai convenzionali mezzi di soccorso di giungere in tempo. Unica soluzione è una distribuzione capillare defibrillatori e la realizzazione di una rete di soccorritori. Nel 2001 il Parlamento italiano approvò la legge n°120 che consentiva l’utilizzo dei moderni defibrillatori semi‐automatici anche al personale non medico che avesse partecipato ad un idoneo corso di formazione, ma la mancata emanazione dei decreti attuativi e la conseguente difforme legiferazione regionale ha difatti frenato la loro diffusione. Per questo l’iniziativa sessantamilavitedasalvare promuove manifestazioni di sensibilizzazione per far riaprire il dibattito sulla legge n°120 e portare all’approvazione dei tanto attesi decreti attuativi.

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Qualcosa si muove..

  • Parte a Roma un progetto-pilota del Ministero della Salute, per verificare l’efficacia della prevenzione dell’arresto cardiaco, con defibrillatori a bordo di taxi urbani. Ricordiamo che ogni anno l’arresto cardiaco colpisce 50.000 persone delle quali solo il 2% sopravvive: una quota significativa (fino al 30%) di questi decessi potrebbe essere prevenibile con la defibrillazione cardiaca (dati Ministero della Salute). La collaborazione con i tassisti, in questo ambito, può quindi rivelarsi fondamentale. I tassisti volontari si sottoporranno a uno specifico addestramento, al termine del quale saranno installati 80 defibrillatori sui taxi del 3570, cui perverranno le chiamate di emergenza da parte del 118. La presenza costante delle macchine sul territorio dovrebbe rendere disponibile l’intervento di defibrillazione entro pochissimi minuti dalla chiamata al 118, con un’elevata capacità di prevenire la morte cardiaca.

  • Diffondere in modo coordinato su tutto il territorio regionale defibrillatori semiautomatici esterni (Dea), nei luoghi particolarmente frequentati (per esempio scuole, palestre, stadi, centri sociali per anziani, centri commerciali) e nelle zone dove le caratteristiche del territorio possono complicare l’arrivo in tempi rapidi delle ambulanze (zone montane e rurali).
    Questo l’obbiettivo della legge regionale approvata dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna per prevenire e contrastare i decessi provocati da arresto cardiaco, che sono stimati in circa 60mila casi ogni anno, dei quali circa tremila sul territorio regionale.
    Decessi che potrebbero in buona parte essere evitati con un intervento di rianimazione e l’uso del defibrillatore entro alcuni minuti dall’attacco.
    Le Aziende Usl avranno il compito di predisporre progetti a livello locale per la diffusione dei defibrillatori, in continuità peraltro con il progetto regionale già avviato negli scorsi anni in Emilia-Romagna, grazie al quale sono stati dotati di questo strumento i mezzi di soccorso del 118, mezzi delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.
    Le sedi e le strutture dove collocare i defibrillatori saranno individuate sentiti i servizi di primo soccorso, i soggetti privati (associazioni onlus), gli Enti locali.
  • Arriva  “Mini Anne”: il nuovo kit con mini-manichino corredato di un video illustrativo per l’autoformazione e l’addestramento alla rianimazione cardiopolmonare. Il primo utilizzo in Italia dell’innovativo manichino, promosso da “Comocuore” si propone l’ambizioso traguardo di addestrare al BLS circa 5000 ragazzi delle scuole superiori di Como, i quali potranno poi trasmettere, le conoscenze apprese, ai propri familiari ed amici, realizzandosi così l’addestramento di un numero consistente di cittadini (nelle stime degli organizzatori almeno 20000).Un progetto pilota primo in Italia, nato in collaborazione con l’Ospedale S.Anna e l’Ospedale Valduce di Como.
  • (ANSA) – MODENA, 24/4/2010 – Entro l’estate una legge che regoli l’utilizzo dei defibrillatori esterni nei luoghi pubblici. Lo ha promesso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, nel suo intervento al Congresso nazionale di Conacuore (Coordinamento associazioni italiane del cuore), a Modena. ”Il progetto di legge – ha detto – e’ da tempo in Senato. La novita’ di quest’anno e’ che proprio per questo problema in finanziaria sono stati stanziati quattro milioni di euro. Ora si tratta solo di correggere il progetto di legge inserendo i meccanismi che permettano a migliaia di persone di intervenire, utilizzando, dopo un corso di addestramento, questi defibrillatori: polizia, carabinieri, vigili del fuoco, vigili urbani e altro. Credo che entro l’estate potremmo farcela”. Per Giovanardi, avere i defibrillatori nei luoghi pubblici, ‘’significa poter salvare moltissime vite umane”
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