Defibrillatore obbligatorio per tutte le società sportive

Decreto Legge del 24 aprile 2013 relativo all’obbligatorietà dei defibrillatori per tutte le Società sportive – Gazzetta Ufficiale n° 169 del 20 luglio 2013

IL MINISTRO DELLA SALUTE di concerto con
IL MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI, IL TURISMO E LO SPORT

Visto l’art. 7, comma 11, del decreto-legge 13 settembre  2012,  n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre  2012,  n. 189, che prevede, al fine di salvaguardare la  salute  dei  cittadini che praticano un’attivita’ sportiva non agonistica o amatoriale, che
il Ministro della salute, con decreto adottato  di  concerto  con  il Ministro  delegato  al turismo  ed  allo  sport,  disponga  garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica, nonche’ linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui  praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte delle societa’ sportive  sia professionistiche    sia    dilettantistiche,    di    defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita;

Visto il decreto ministeriale  18  febbraio  1982,  “Norme  per  la tutela sanitaria dell’attivita’ sportiva agonistica”;

Visto il decreto ministeriale  28  febbraio  1983,  “Norme  per  la tutela sanitaria dell’attivita’ sportiva non agonistica”;

Visto il decreto ministeriale 18 marzo  2011,  “Determinazione  dei criteri e delle modalita’ di diffusione dei defibrillatori automatici esterni” ed in particolare l’allegato A  che  prevede,  relativamente alle modalita’  di  collocazione  dei  defibrillatori  semiautomatici
esterni, che le Regioni valutino progetti  di  acquisizione  di  tali defibrillatori con fondi privati nonche’ attivita’ per  le  quali  il soggetto esercente e’ tenuto a dotarsi a proprie spese degli stessi;

Ritenuto pertanto, di dover stabilire i criteri e  i  parametri  su cui  basare  l’idoneita’   della   certificazione   per   l’esercizio dell’attivita’ sportiva non agonistica e amatoriale come  di  seguito definita;

Ritenuto, inoltre, di dover adottare le linee guida allo  scopo  di disciplinare i casi  in  cui  si  rende  necessario  la  dotazione  e l’impiego da parte di societa’  sportive  sia professionistiche  che dilettantistiche di defibrillatori semiautomatici esterni;

Viste le risultanze del gruppo di lavoro istituito con decreto  del Ministro della salute in data 14 febbraio 2013;

Sentito il gruppo di lavoro istituito presso il Consiglio Superiore di Sanita’ che ha fornito l’apporto tecnico scientifico necessario,

Decreta:

Art. 1
Ambito della disciplina
1. Il presente decreto, in attuazione dell’art. 7,  comma  11,  del decreto-legge  13   settembre   2012,   n.   158,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 8  novembre  2012,  n.  189,  al  fine  disalvaguardare la salute  dei  cittadini  che  praticano  un’attivita’ sportiva non agonistica  o  amatoriale,  dispone  garanzie  sanitarie mediante l’obbligo di idonea  certificazione  medica,  nonche’  linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e  per la dotazione e  l’impiego,  da  parte  delle  societa’  sportive  sia professionistiche    sia    dilettantistiche,    di    defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.
Art. 2
Definizione dell’attivita’ amatoriale. Certificazione 1. Ai fini del presente decreto e’ definita amatoriale  l’attivita’ ludico-motoria, praticata da soggetti non tesserati alle  Federazioni sportive  nazionali,  alle  Discipline  associate,   agli   Enti   di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, individuale o  collettiva, non occasionale, finalizzata al  raggiungimento  e  mantenimento  del benessere psico-fisico della persona, non regolamentata da  organismi sportivi, ivi compresa l’attivita’ che il soggetto svolge in proprio, al di fuori di rapporti con organizzazioni o soggetti terzi.
2. Coloro che praticano attivita’  ludico  -  motoria  in  contesti organizzati  e   autorizzati   all’esercizio   nel   rispetto   delle disposizioni normative vigenti devono sottoporsi a  controlli  medici periodici  ai  fini  della  certificazione   attestante   l’idoneita’ all’attivita’ ludico-motoria secondo quanto previsto nell’allegato A.
3. La certificazione conseguente al  controllo  medico  di  cui  al comma 2, che deve essere  adeguata  e  appropriata  in  relazione  ai parametri  suddetti,  e’  rilasciata  dal  medico  certificatore   su apposito modello predefinito (allegato B).
4. All’atto dell’iscrizione o avvio delle attivita’ il  certificatoe’ esibito all’incaricato della  struttura  o  luogo  presso  cui  si svolge l’attivita’ ludico – motoria e  conservato  in  tali  sedi  in copia  fino  alla  data  di  validita’   o   fino   alla   cessazione dell’attivita’ stessa.
5. Non sono tenuti all’obbligo della certificazione:
a) coloro che  effettuano  l’attivita’  ludico-motoria  in  forma autonoma e al di fuori di un contesto organizzato ed autorizzato;
b) chi svolge,  anche  in  contesti  autorizzati  e  organizzati, attivita’ motoria occasionale,  effettuata  a  scopo  prevalentemente ricreativo e in modo saltuario e non ripetitivo;
c) i praticanti di alcune attivita’  ludico-motorie  con  ridotto impegno  cardiovascolare,  quali  bocce  (escluse  bocce  in   volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva,  sport di  tiro,  ginnastica  per  anziani,  “gruppi  cammino”  e  attivita’ assimilabili  nonche’  i  praticanti  di  attivita’   prevalentemente ricreative, quali ballo, giochi da tavolo e attivita’ assimilabili.
6. Ai soggetti  di  cui  al  comma  5,  i  quali  non  sono  tenuti all’obbligo di certificazione, e’ comunque raccomandato un  controllo medico  prima  dell’avvio  dell’attivita’   ludico-motoria   per   la valutazione  di  eventuali  fattori  di  rischio,   con   particolare attenzione ai soggetti che passano dalla sedentarieta’  alla  pratica di tali attivita’  o  che  si  sottopongono  a  esercizio  fisico  di particolare intensita’. Nell’ambito delle campagne  di  comunicazione di cui al successivo art. 6 viene data  ampia  informazione  di  tali raccomandazioni.
Art. 3
Definizione di attivita’ sportiva non agonistica. Certificazione
1.  Si  definiscono  attivita’  sportive  non  agonistiche   quelle praticate dai seguenti soggetti:
a) gli alunni che svolgono attivita’ fisico-sportive  organizzate dagli organi scolastici nell’ambito delle attivita’ parascolastiche;
b)  coloro  che  svolgono  attivita’  organizzate  dal  CONI,  da societa’ sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione  sportiva  riconosciuti dal CONI, che non siano considerati  atleti  agonisti  ai  sensi  del decreto ministeriale 18 febbraio 1982;
c) coloro che partecipano ai giochi sportivi  studenteschi  nelle fasi precedenti a quella nazionale.
2.  I  praticanti  di  attivita’  sportive   non   agonistiche   si sottopongono a controllo medico annuale che determina  l’idoneita’  a tale pratica sportiva. La  certificazione  conseguente  al  controllo medico  attestante  l’idoneita’  fisica  alla  pratica  di  attivita’ sportiva di tipo non agonistico e’ rilasciata dal medico di  medicina generale o dal pediatra di libera  scelta,  relativamente  ai  propri assistiti, o dal  medico  specialista  in  medicina  dello  sport  su apposito modello.
3.  E’  obbligatoria  la  preventiva  misurazione  della  pressione arteriosa e  l’effettuazione  di  un  elettrocardiogramma  a  riposo, refertato secondo gli standard professionali esistenti.
4. In caso di sospetto  diagnostico  o  in  presenza  di  patologie croniche e conclamate e’  raccomandato  al  medico  certificatore  di avvalersi della consulenza del medico specialista in  medicina  dello sport e, secondo il giudizio clinico, dello specialista di branca.
Art. 4
Attivita’  di  particolare   ed   elevato   impegno   cardiovascolare patrocinate da Federazioni sportive, Discipline associate o da Enti di promozione sportiva
1. Per la partecipazione di non tesserati alle Federazioni sportive nazionali,  alle  Discipline  associate,  agli  Enti  di   promozione sportiva riconosciuti dal CONI a manifestazioni non agonistiche o  di tipo ludico-motorio, caratterizzate da particolare ed elevato impegno cardiovascolare,   patrocinate   dai   suddetti   organismi,    quali manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20 Km,  gran fondo di ciclismo, di nuoto, di sci di fondo o altre tipologie analoghe, il controllo medico comprende la rilevazione della pressione  arteriosa, un elettrocardiogramma basale, uno step test o  un  test  ergometrico con monitoraggio dell’attivita’ cardiaca e altri accertamenti che  il medico certificatore riterra’  necessario  per  i  singoli  casi.  Ilcertificato e’ rilasciato dai medici di cui all’art. 3, comma  2,  su apposito modello.
Art. 5
Linee  guida  sulla  dotazione   e   l’utilizzo   di   defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita1. Ai fini del presente decreto,  si  intendono  societa’  sportive dilettantistiche quelle di cui al comma 17 dell’art. 90  della  legge 27 dicembre 2002, n. 289 e successive modifiche e integrazioni.
2. Ai fini del presente decreto,  si  intendono  societa’  sportive professionistiche quelle di cui al Capo II della legge 23 marzo 1981, n. 91 e successive modifiche e integrazioni.
3. Le societa’ di cui ai commi 1 e 2 si  dotano  di  defibrillatori semiautomatici nel rispetto  delle  modalita’  indicate  dalle  linee guida riportate nell’allegato E del presente decreto. La disposizione di  cui  al   presente   comma   non   si   applica   alle   societa’ dilettantistiche che svolgono attivita’ sportive con ridotto  impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce  in  volo),  biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport  di  tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili.
4. Le societa’ professionistiche attuano la disposizione di cui  al comma 3 entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.
5. Le societa’ dilettantistiche attuano la diposizione  di  cui  al comma 3 entro 30 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.
6. L’onere della  dotazione  del  defibrillatore  semiautomatico  e della sua manutenzione e’ a carico della societa’.  Le  societa’  che operano  in  uno  stesso  impianto  sportivo,  ivi  compresi   quelli scolastici,  possono  associarsi  ai   fini   dell’attuazione   delle indicazioni di cui  al  presente  articolo.  Le  societa’  singole  o associate  possono  demandare  l’onere  della   dotazione   e   della manutenzione   del   defibrillatore   semiautomatico    al    gestore dell’impianto  attraverso  un  accordo   che   definisca   anche   le responsabilita’ in ordine all’uso e alla gestione.
7. Ferme restando le disposizioni di cui al decreto ministeriale 18 marzo  2011  “Determinazione  dei  criteri  e  delle   modalita’   di diffusione dei defibrillatori automatici  esterni”,  le  Linee  guida (Allegato E) stabiliscono le modalita’ di gestione dei defibrillatori semiautomatici da parte delle societa’ sportive  professionistiche  e dilettantistiche.. Il  CONI,  nell’ambito  della  propria  autonomia, adotta protocolli di Pronto soccorso  sportivo  defibrillato  (PSSD), della  Federazione  Medico  Sportiva  Italiana,  nel  rispetto  delle disposizioni del citato decreto ministeriale 18 marzo 2011.
Art. 6 Educazione allo sport in sicurezza
1. Il Ministero della salute concorda annualmente con  il  Ministro delegato allo sport e con il CONI i  contenuti  di  una  campagna  di comunicazione dedicata allo svolgimento dello “sport  in  sicurezza”. Alla campagna di informazione possono anche collaborare  le  Societa’ scientifiche di settore.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo si  attuano  con  le risorse strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 7
Abrogazioni
1. Il decreto ministeriale 28 febbraio 1983 “Norme  per  la  tutela sanitaria dell’attivita’ sportiva non agonistica” e’ abrogato. Il presente decreto viene trasmesso agli organi di controllo per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica italiana.
Roma, 24 aprile 2013
Il Ministro della salute
Balduzzi

Allegato E
LINEE GUIDA SULLA DOTAZIONE
E L’UTILIZZO DI DEFIBRILLATORI SEMIAUTOMATICI
E DI EVENTUALI ALTRI DISPOSITIVI SALVAVITA
D.M………

Scopo: Le presenti linee guida hanno lo scopo di disciplinare  la dotazione  e  l’impiego  da   parte   di   societa’   sportive,   sia professionistiche    sia    dilettantistiche,    di   defibrillatori semiautomatici esterni.
1. Introduzione
L’Arresto Cardiocircolatorio (ACC) e’ una situazione nella  quale il cuore cessa le proprie funzioni, di  solito  in  modo  improvviso, causando la morte del soggetto che  ne  e’  colpito.  Ogni  anno,  in Italia, circa 60.000 persone muoiono in  conseguenza  di  un  arresto cardiaco, spesso improvviso e senza essere preceduto da alcun sintomo
o segno premonitore. La  letteratura  scientifica  internazionale  ha ampiamente dimostrato che in caso di arresto cardiaco  improvviso  un intervento di primo soccorso, tempestivo e adeguato, contribuisce, in modo statisticamente significativo, a salvare fino al 30 per cento in piu’ delle persone colpite. In  particolare,  e’  dimostrato  che  la maggiore determinante per la  sopravvivenza  e’  rappresentata  dalle compressioni toraciche  esterne  (massaggio  cardiaco)  applicate  il prima possibile anche da parte  di  personale  non  sanitario.  Senza queste tempestive manovre, che possono essere  apprese  in  corsi  di formazione di poche ore, il soccorso  successivo  ha  poche  o  nulle probabilita’ di successo. A questo primo e  fondamentale  trattamento deve  seguire,  in   tempi   stretti,   la   disponibilita’   di   un Defibrillatore  Semiautomatico  Esterno  (DAE)che  consente  anche  a personale non sanitario di erogare una scarica  elettrica  dosata  in grado, in determinate  situazioni,  di  far  riprendere  un’attivita’ cardiaca spontanea. L’intervento di soccorso avanzato del sistema  di  emergenza  118 completa la catena della sopravvivenza. Nonostante la disponibilita’ di mezzi  di  soccorso  territoriali del sistema  di  emergenza  sanitaria,  che  intervengono  nei  tempi indicati dalle norme vigenti, esistono situazioni e localita’ per  le quali l’intervento di defibrillazione, efficace se erogato nei  primi cinque (5′) minuti  puo’  essere  ancora  piu’  precoce  qualora  sia presente  sul  posto  personale  non  sanitario  addestrato(“first responder”),che interviene prima dell’arrivo dell’equipaggio  dell’emergenza sanitaria.
Per queste ragioni occorre che  le  tecniche  di  primo  soccorso diventino un  bagaglio  di  conoscenza  comune  e  diffusa,  che  sia tempestivamente disponibile un DAE e che sia presente  personale  non sanitario certificato all’utilizzo. I  Defibrillatori  Semiautomatici   Esterni   (DAE)   attualmente disponibili  sul  mercato  permettono  a  personale   non   sanitario specificamente addestrato di effettuare con sicurezza le procedure di defibrillazione, esonerandolo dal compito della  diagnosi  che  viene effettuata dall’ apparecchiatura stessa. E’ altresi’ prevedibile che nuovi dispositivi  salvavita  possano entrare  nell’uso,  come   evoluzione   tecnologica   degli   attuali defibrillatori semiautomatici o di altri dispositivi salvavita. La legge del 3 aprile 2001, n. 120  prevede  l’utilizzo  del  DAE anche da parte di personale non sanitario.
2. La Catena della Sopravvivenza
Il DAE deve essere integrato  e  coordinato  con  il  sistema  di allarme sanitario 118; in questo modo e’ consentito il  rispetto  dei principi della “Catena della Sopravvivenza”,  secondo  i  quali  puo’ essere migliorata la sopravvivenza  dopo  arresto  cardiaco,  purche’
siano rispettate le seguenti azioni consecutive (anelli):
1. il riconoscimento  e  attivazione  precoce  del  sistema  di soccorso
2.  la  rianimazione  cardiopolmonare  precoce,  eseguita   dai presenti
3. la defibrillazione precoce, eseguita dai presenti
4. l’intervento dell’equipe di rianimazione avanzata
In ambiente extraospedaliero i  primi  tre  anelli  della  Catena della  Sopravvivenza  sono   ampiamente   dipendenti   dai   presenti all’evento, dalla loro capacita’  di  eseguire  correttamente  alcune semplici manovre e dalla pronta disponibilita’ di un DAE.
3. Contesto sportivo: considerazioni generali
E’ un dato consolidato che  l’attivita’  fisica  regolare  e’  in grado di  ridurre  l’incidenza  di  eventi  correlati  alla  malattia cardiaca coronarica e di molte altre patologie. Tuttavia  l’attivita’ fisica costituisce  di  per  se’  un  possibile  rischio  di  Arresto Cardiocircolatorio (ACC) per cause cardiache e non cardiache. Sembra ragionevole affermare, quindi,  che  i  contesti  dove  si pratica attivita’ fisica e sportiva,  agonistica  e  non  agonistica, possono essere scenario di arresto cardiaco  piu’  frequentemente  di altre sedi. La defibrillazione precoce rappresenta  in  tal  caso  il sistema piu’  efficace  per  garantire  le  maggiori  percentuali  di sopravvivenza.
Se si  considera  che  la  pratica  sportiva  e’  espressione  di promozione, recupero o esercizio  di  salute,  sembra  indispensabile prevedere una particolare  tutela  per  chi  la  pratica,  attraverso raccomandazioni efficaci e attuabili secondo le evidenze scientifiche disponibili.
Un primo livello di miglioramento e’ strettamente correlato  alla diffusione di una  maggiore  specifica  cultura,  che  non  sia  solo patrimonio delle professioni sanitarie ma raggiunga la maggior  parte della popolazione. Non meno importante e’ l’estensione della  tutela  sanitaria  non soltanto  dei  professionisti  dello  sport  agonistico  ma  anche  e soprattutto di  quanti  praticano  attivita’  sportiva  amatoriale  e ludico motoria.
Fermo restando l’obbligo della  dotazione  di  DAE  da  parte  di societa’ sportive professionistiche e dilettantistiche, si  evidenzia l’opportunita’ di dotare, sulla base dell’afflusso  di  utenti  e  di dati epidemiologici, di un defibrillatore anche i luoghi quali centri sportivi, stadi palestre  ed  ogni  situazione  nella  quale  vengono svolte attivita’ in grado di interessare l’attivita’ cardiovascolare, secondo  quanto  stabilito  dal  D.M.  18  marzo  2011,   punto   B.1 dell’allegato. Alcune Regioni (es. Veneto,  Emilia  Romagna,  Marche) hanno gia’ previsto nel loro piano di diffusione delle  attivita’  di defibrillazione di dotare di DAE anche alcune tipologie  di  impianti sportivi pubblici come palestre  scolastiche,  piscine  comunali.  Si contribuisce in tal modo allo svolgimento in sicurezza dell’attivita’ sportiva “creando anche una cultura cardiologica di base”.
4. Indicazioni  per  le  Societa’  sportive  circa  la  dotazione   el’impiego di DEA Le seguenti  indicazioni  specificano  quanto  gia’  stabilito  a carattere generale e dal D.M. 18 marzo 2011.
4.1 Modalita’ Organizzative
In ambito sportivo per garantire il  corretto  svolgimento  della catena della sopravvivenza le societa’ sportive si devono  dotare  di defibrillatori semiautomatici, nel rispetto delle modalita’  indicate dalle presenti linee guida. E’ stato dimostrato che nei contesti dove il rischio di AC e’ piu’ alto per la particolare attivita’ che vi  si svolge o semplicemente per l’alta frequentazione,  la  pianificazione di una risposta all’ACC aumenta notevolmente la sopravvivenza. L’onere  della  dotazione  del   defibrillatore   e   della   sua manutenzione e’ a carico della societa’. Le societa’ che  operano  in uno stesso impianto sportivo, ivi compresi quelli scolastici, possono associarsi ai  fini  dell’attuazione  delle  indicazioni  di  cui  al presente allegato. Le societa’ singole o associate possono demandare  l’onere  della
dotazione  e  della  manutenzione  del  defibrillatore   al   gestore dell’impianto  sportivo  attraverso  un  accordo  che  definisca   le responsabilita’ in ordine all’uso e alla gestione dei defibrillatori.
Le societa’ che utilizzano permanentemente o  temporaneamente  un impianto sportivo devono assicurarsi della presenza  e  del  regolare funzionamento del dispositivo.
E’  possibile,  in  tal  modo,  assimilare  l’impianto   sportivo “cardioprotetto”  ad  un  punto  della  rete   PAD   (Public   AccessDefibrillation)  e  pianificare  una  serie  di  interventi  atti   a prevenire che l’ACC esiti in morte, quali:
la presenza di personale formato, pronto ad intervenire
l’addestramento continuo
la presenza di un DAE e la facile accessibilita’
la gestione e manutenzione del DAE
la condivisione  dei  percorsi  con  il  sistema  di  emergenza territoriale locale
In tali impianti sportivi deve essere disponibile, accessibile  e funzionante almeno un DAE – posizionato ad una distanza da ogni punto dell’impianto  percorribile  in  un tempo   utile   per   garantire l’efficacia dell’intervento – con il  relativo  personale  addestrato all’utilizzo.
I DAE devono essere marcati CE come dispositivi medici  ai  sensi della vigente normativa  comunitaria  e  nazionale  (Dir.  93/42/CEE, D.lgs n. 46/97).I DAE devono essere resi disponibili all’utilizzatore completi di tutti gli accessori necessari al loro funzionamento, come previsto dal fabbricante. Tutti i soggetti, che sono tenuti o che intendono dotarsi di  DAE devono   darne   comunicazione   alla    Centrale    Operativa    118 territorialmente competente, specificando il numero di apparecchi, la specifica del tipo di apparecchio,  la  loro  dislocazione,  l’elenco degli esecutori in possesso del relativo attestato. Cio’ al  fine  di rendere piu’ efficace ed efficiente il  suo  utilizzo  o  addirittura disponibile la sua localizzazione mediante mappe interattive.
4.2 Formazione
Ai fini della formazione del personale e’ opportuno individuare i soggetti che all’interno dell’impianto sportivo, per  disponibilita’, presenza  temporale  nell’impianto  stesso  e presunta   attitudine appaiono piu’ idonei a svolgere il compito di first responder. La presenza   di   una   persona   formata   all’utilizzo   del defibrillatore deve essere garantita nel corso  delle  gare  e  degli allenamenti. Il numero di soggetti da formare e’ strettamente  dipendente  dal luogo in cui e’ posizionato il  DAE  e  dal  tipo  di  organizzazione presente. In ogni caso si ritiene che per ogni DAE venga  formato  un numero sufficiente di persone. I corsi di formazione metteranno in condizione  il  personale  di utilizzare  con  sicurezza  i  DAE  e   comprendono   l’addestramento teorico-pratico  alle  manovre  di  BLSD(Basic   Life   Support   and Defibrillation), anche pediatrico quando necessario. I corsi sono effettuati da Centri di formazione accreditati dalle singole  regioni  secondo  specifici  criteri  e   sono   svolti   in conformita’ alle Linee guida nazionali del 2003 cosi’ come  integrate dal D.M. 18 marzo 2011. Per il personale formato  deve  essere  prevista  l’attivita’  di retraining ogni due anni.
4.3 Manutenzione e segnaletica
I DAE devono essere sottoposti alle verifiche,  ai  controlli  ed alle manutenzioni periodiche secondo le scadenze previste dal manuale d’uso e nel rispetto delle vigenti normative in materia  di  apparati elettromedicali. I DAE devono essere mantenuti in condizioni di  operativita’;  la batteria  deve  possedere  carica   sufficiente   a   garantirne   il funzionamento; le  piastre  adesive  devono  essere  sostituite  alla scadenza. Deve essere identificato un referente incaricato  di  verificarne regolarmente l’operativita’. Gli enti proprietari dei DAE possono stipulare convenzioni con le Aziende  Sanitarie  o  con  soggetti  privati  affinche’  gli  stessi provvedano alla manutenzione delle apparecchiature, ponendo  comunque i costi a carico del proprietario. Per i DAE posizionati in modo fisso in luoghi aperti al  pubblico e’ raccomandato, ove possibile, l’utilizzo di contenitori esterni con meccanismi automatici di segnalazione che si attivano al prelievo del dispositivo con segnalazione immediata alla Centrale Operativa 118. Il DAE deve essere collocato in luoghi accessibili e deve  essere facilmente riconoscibile; il cartello indicatore della posizione  del DAE con gli adesivi “Defibrillatore disponibile” e  “AED  available”, deve essere ben visibile e posizionato all’ingresso.
4.4 Informazioni sulla presenza del defibrillatoreLe societa’ sportive e, ove previsto, i  gestori  degli  impianti sono tenuti ad informare tutti i soggetti,  che  a  qualsiasi  titolo sono presenti negli impianti (atleti, spettatori,  personale  tecnico etc.), della presenza dei DAE  e  del  loro  posizionamento  mediante opuscoli  e  cartelloni  illustrativi  o  qualsiasi  altra  modalita’ ritengano utile (video, incontri, riunioni).
4.5 Responsabilita’
L’attivita’ di soccorso non rappresenta per il personale  formato un  obbligo  legale  che  e’  previsto  soltanto  per  il   personale sanitario. La  societa’  e’  responsabile  della  presenza  e  del  regolare funzionamento del dispositivo.

Definizioni:
Arresto Cardiocircolatorio (ACC): interruzione  della  funzione di pompa cardiaca.
Morte Cardiaca Improvvisa:  morte inattesa di origine cardiaca (diagnosi  post  mortem).  Si  definisce testimoniata, se avviene entro 1 ora dall’inizio dei sintomi,  o  non testimoniata, se entro 24 ore dall’ultima osservazione in vita  senza sintomi.
Rianimazione  cardiopolmonare:  sequenza  di  manovre  per   il riconoscimento e il trattamento dell’ACC: comprende  le  compressioni toraciche (massaggio cardiaco esterno), le ventilazioni di soccorso e la defibrillazione esterna.
Fonte:  Gazzetta Ufficiale n° 169 del 20 luglio 2013

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