Qualcosa si muove..

  • Parte a Roma un progetto-pilota del Ministero della Salute, per verificare l’efficacia della prevenzione dell’arresto cardiaco, con defibrillatori a bordo di taxi urbani. Ricordiamo che ogni anno l’arresto cardiaco colpisce 50.000 persone delle quali solo il 2% sopravvive: una quota significativa (fino al 30%) di questi decessi potrebbe essere prevenibile con la defibrillazione cardiaca (dati Ministero della Salute). La collaborazione con i tassisti, in questo ambito, può quindi rivelarsi fondamentale. I tassisti volontari si sottoporranno a uno specifico addestramento, al termine del quale saranno installati 80 defibrillatori sui taxi del 3570, cui perverranno le chiamate di emergenza da parte del 118. La presenza costante delle macchine sul territorio dovrebbe rendere disponibile l’intervento di defibrillazione entro pochissimi minuti dalla chiamata al 118, con un’elevata capacità di prevenire la morte cardiaca.

  • Diffondere in modo coordinato su tutto il territorio regionale defibrillatori semiautomatici esterni (Dea), nei luoghi particolarmente frequentati (per esempio scuole, palestre, stadi, centri sociali per anziani, centri commerciali) e nelle zone dove le caratteristiche del territorio possono complicare l’arrivo in tempi rapidi delle ambulanze (zone montane e rurali).
    Questo l’obbiettivo della legge regionale approvata dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna per prevenire e contrastare i decessi provocati da arresto cardiaco, che sono stimati in circa 60mila casi ogni anno, dei quali circa tremila sul territorio regionale.
    Decessi che potrebbero in buona parte essere evitati con un intervento di rianimazione e l’uso del defibrillatore entro alcuni minuti dall’attacco.
    Le Aziende Usl avranno il compito di predisporre progetti a livello locale per la diffusione dei defibrillatori, in continuità peraltro con il progetto regionale già avviato negli scorsi anni in Emilia-Romagna, grazie al quale sono stati dotati di questo strumento i mezzi di soccorso del 118, mezzi delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.
    Le sedi e le strutture dove collocare i defibrillatori saranno individuate sentiti i servizi di primo soccorso, i soggetti privati (associazioni onlus), gli Enti locali.
  • Arriva  “Mini Anne”: il nuovo kit con mini-manichino corredato di un video illustrativo per l’autoformazione e l’addestramento alla rianimazione cardiopolmonare. Il primo utilizzo in Italia dell’innovativo manichino, promosso da “Comocuore” si propone l’ambizioso traguardo di addestrare al BLS circa 5000 ragazzi delle scuole superiori di Como, i quali potranno poi trasmettere, le conoscenze apprese, ai propri familiari ed amici, realizzandosi così l’addestramento di un numero consistente di cittadini (nelle stime degli organizzatori almeno 20000).Un progetto pilota primo in Italia, nato in collaborazione con l’Ospedale S.Anna e l’Ospedale Valduce di Como.
  • (ANSA) – MODENA, 24/4/2010 – Entro l’estate una legge che regoli l’utilizzo dei defibrillatori esterni nei luoghi pubblici. Lo ha promesso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, nel suo intervento al Congresso nazionale di Conacuore (Coordinamento associazioni italiane del cuore), a Modena. ”Il progetto di legge – ha detto – e’ da tempo in Senato. La novita’ di quest’anno e’ che proprio per questo problema in finanziaria sono stati stanziati quattro milioni di euro. Ora si tratta solo di correggere il progetto di legge inserendo i meccanismi che permettano a migliaia di persone di intervenire, utilizzando, dopo un corso di addestramento, questi defibrillatori: polizia, carabinieri, vigili del fuoco, vigili urbani e altro. Credo che entro l’estate potremmo farcela”. Per Giovanardi, avere i defibrillatori nei luoghi pubblici, ‘’significa poter salvare moltissime vite umane”
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